sabato 20 marzo 2010

Starcraft 2

Caratteristiche:
Titolo: Starcraft 2
Data di uscita: 27/07/2010
Tipologia: Real Time Strategy
Genere: Fantascienza

A ben dodici anni dalla release del primo Starcraft, la Blizzard Entertainment torna a far parlare di sé.
Starcraft sicuramente detiene il titolo di RTS più longevo della storia, per gli appassionati del genere e non. Chiunque abbia avuto esperienze videoludiche nel lontano 1998 non può non averne sentito parlare. Dopo un lavoro estenuante e diverse patch la Blizzard riuscì a tirar fuori un gioco perfettamente godibile ed equilibrato, nonostante fosse decisamente complesso. Fu indubbiamente un enorme successo. Da un po' di tempo a questa parte la casa californiana sta tentando di ricalcarne l'orma, per fornire ai suoi fan più accaniti (e non) un seguito che possa quantomeno competere con il precedente. L'idea di fondo è rimasta immutata, tre razze molto differenti tra loro che si contendono una discreta fetta di universo. La storia dovrebbe riprendere da dove era stata interrotta nel 1999 con l'espansione Brood War, con Sarah Kerrigan al controllo degli Zerg (grazie all'aiuto semi-consapevole di Zeratul), al comando del settore Char.
La Blizzard sembra sempre più diretta verso la serializzazione del single player di Starcraft 2, che verrà probabilmente proposto in tre episodi, uno per razza. Nella modalità multiplayer o in quella custom sarà comunque possibile giocare tutte le razze fin dall'inizio, ed è quello che sta succedendo proprio in questi giorni nella closed beta. La modalità multiplayer non si discosta molto da quella già ben collaudata del primo titolo, con alcune migliorie dovute soprattutto ai recenti cambiamenti avvenuti in battle.net. In fase finale verranno aggiunti gli achievements ed è stato riveduto il sistema di ladder. Adesso ogni giocatore apparterrà a una categoria relativa alla propria percentuale di partite vinte e a quanti avversari più quotati è riuscito a battere. E' molto simile al sistema di arene di World of Warcraft, per chi si è trovato a giocarci. Ogni giocatore quindi inizia all'interno di una categoria e la "scala" fino ad arrivare nei primi 8 posti, che vengono periodicamente passati alla categoria di ordine superiore.
Dal punto di vista della giocabilità, Starcraft 2 sembra essere un ottimo titolo, le basi sono rimaste immutate e sono state aggiunte delle migliorie a livello tecnico che non possono passare inosservate. Adesso ci sono delle unità in grado di superare gli ostacoli grazie a delle abilità particolari. Alcune unità sono state rimosse o sostituite con qualcosa di equivalente (i firebat sono stati sostituiti con gli hellion, i dragoon con gli immortals e via dicendo), altre unità sono state aggiunte e qualcosa è sparito (il Dark Archon, per esempio). Lo stile di gioco è diventato sicuramente più frenetico ed è fondamentale espandersi quanto prima. Questa non è una cosa del tutto positiva, in quanto lo stile di gioco si è spostato da "molto tattico" a "molto caotico": capita spesso di riuscire a vincere una partita contro altri giocatori solo perché si è riusciti a creare più unità, si è persa la tatticità tipica del primo Starcraft, ma almeno su questo punto ci si potrà lavorare anche dopo la fase di test. Il gioco ovviamente presenta ancora piccoli bug da dover risolvere prima di una release ufficiale, tuttavia sembra già essere un prodotto accattivante. Sarà possibile tenersi in contatto con i propri amici di Starcraft e con qualsiasi altra persona che sia online con un account battle.net (quindi sia che giochino a Diablo, a Warcraft o a World of Warcraft, potete comunicare con loro). Le modalità per il multiplyer sono state lievemente modificate: esistono le modalità 1v1 e quelle di gruppo (fino a 4v4) e la modalità FFA (Free For All). In tutte queste modalità sarà possibile giocare solo mappe rilasciate (o accettate) dalla Blizzard e ogni volta verranno attribuiti dei punteggi che ci faranno salire/scendere all'interno della ladder a cui apparteniamo. C'è inoltre una modalità libera in cui si potranno giocare mappe custom, che non risulteranno valide ai fini della ladder. Il sistema di matching per trovare altri giocatori è stato completamente cambiato (anche questo è divenuto praticamente identico a quello delle arene di World of Warcraft), per cui non saremo più noi a dover trovare una partita, un sistema automatizzato provvederà a trovare giocatori del nostro stesso livello con cui farci scontrare.
Starcraft 2 sembra essere un buon titolo, nonostante vi siano molti punti ancora da raffinare. È un prodotto scalabile, che può essere giocato praticamente su qualsiasi computer a discapito del dettaglio grafico e non necessita di una banda troppo elevata per la modalità multiplayer mediante battle.net. In fase di beta testing è evidente che ci siano ancora molte cose da bilanciare tra le razze, ma la capacità di adattamento del giocatore può sopperire alla maggior parte dei problemi. Il lato tattico si è spostato dalla creazione delle unità giuste al comprendere la mappa che si sta giocando: nel primo Starcraft era possibile strutturare una tattica scegliendo l'unità giusta da contrapporre alle forze nemiche, adesso invece è molto importante capire come è fatto il terreno, quali ostacoli ci sono, se è possibile fermarsi e costruire unità più potenti, mantenendo quindi un vantaggio tattico,  o se è necessario attaccare il prima possibile. 
In conclusione, è in arrivo il successore dell'RTS più longevo della storia, dopo ben dodici anni. Non ci sono dubbi riguardo il suo successo, anche se la parte più difficile del progetto deve ancora arrivare. Molti problemi non saranno affrontati se non quando il gioco sarà effettivamente disponibile al grande pubblico, che sarà in grado di far risaltare tutti i difetti che al momento sono offuscati dalla bellezza del prodotto. Il gioco è completamente localizzato in italiano.

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giovedì 18 marzo 2010

Alice in Wonderland

Caratteristiche:
Titolo originale: Alice in Wonderland
Durata: 108 minuti
Regia: Tim Burton
Paese: USA
Genere: Fantasy/Drammatico
Disponibile in 3D e IMAX 3D

Alice in Wonderland è, come molti ben sanno, tratto dal libro omonimo di Lewis Carroll, del 1865 (anche se la stragrande maggioranza conosce la trasposizione della Disney). La trama del film si discosta leggermente da quella del libro, pur mantenendo le caratteristiche principali: Alice è una giovane donna a metà strada tra l'infanzia e l'età adulta, che sta vivendo la fase di transizione tra le due realtà. È una sognatrice dalle larghe vedute, una persona con una forte immaginazione. Riversa dubbi, difficoltà e pensieri di ogni tipo nei suoi sogni, dove ogni cosa è soggetta a regole bizzarre. Ogni personaggio del Paese delle Meraviglie rappresenta una persona che Alice conosce nel mondo reale, con i suoi pregi e i suoi difetti. Le differenze stilistiche di questa versione cinematografica risiedono principalmente nella sceneggiatura e nel messaggio che viene trasmesso.
Per quanto riguarda la sceneggiatura, come sempre nei film di Tim Burton, ci troviamo in un mondo buio, tendenzialmente gotico. I personaggi sono molto ben definiti, non si scostano più di tanto da come abbiamo avuto modo di conoscerli attraverso altre fonti. Il messaggio è immutato: Alice cresce durante il suo viaggio finché non raggiunge la "giusta statura" e risolve i suoi problemi. La differenza con l'originale è nel modo in cui viene raggiunto l'obiettivo: in questa versione bisogna combattere, letteralmente. La battaglia non è più vista come una fase di transizione (la frase "siete solo carte", che conclude la storia originale e fa svegliare Alice, non esiste in questa versione) ma come effettiva conclusione.
Purtroppo le notizie buone finiscono qui.
Sinceramente mi sarei aspettato di più da questo titolo. Ho dovuto constatare che il trio (a tratti morboso ) Burton-Depp-Carter si è dovuto scontrare con qualcosa di un po' troppo "tradizionale" e l'effetto non è stato dei migliori. Un primo problema è insito nella loro persistenza sullo schermo, eccessiva e a volte insensata, che distoglie lo spettatore da Alice. Una tra tutte, la scena in cui Alice e il cappellaio si dirigono verso il castello della regina bianca... non ha realmente senso, se vogliamo escludere l'aggiunta di circa 2 minuti al minutaggio di Johnny Depp. Questa e altre piccole scene mi sono sembrate un tentativo di deragliare senza deragliare, come se l'intento fosse stato quello di realizzare qualcosa di completamente diverso, che però non avrebbe avuto più niente a che fare con Alice nel Paese delle Meraviglie. 
Un altro problema, concatenato al precedente, è legato alla consistenza della trama: molte cose vengono trattate con una certa superficialità, senza approfondire delle caratteristiche che, a mio avviso, avrebbero potuto avvicinare molto di più lo spettatore al tema e alla trama principale. Eliminando scene veramente inutili si sarebbe potuto sviluppare maggiormente degli aspetti interessanti. Nulla da ridire riguardo la recitazione, ormai più che collaudata, degli attori protagonisti. La mimica della regina bianca (Anne Hathaway) è molto dettagliata ed esplicativa, a tratti esilarante. Il cappellaio matto, il fante e perfino lo stregatto sono estremamente espressivi, al punto che a volte le parole sembrano solo il contorno di una scena già perfetta, come se l'intero film fosse un susseguirsi di dipinti ad olio.
In conclusione, Alice in Wonderland è una buona revisione di una fiaba sempre moderna, rivista in una chiave molto più concreta e dinamica, in cui la protagonista vive la propria crescita personale fino a maturare e divenire una persona completa sotto ogni aspetto. Da vedere assolutamente, con la consapevolezza di non essere davanti a un capolavoro come Edward mani di forbici o Sweeney Todd, ma di un titolo che comunque può essere goduto su più livelli, nello stile dei blockbuster targati Tim Burton.

mercoledì 3 febbraio 2010

Rec 2


Titolo originale: Rec 2
Paese: Spagna
Durata: 85 minuti
Genere: Horror
Anno: 2009

A circa 2 anni dall'uscita del primo episodio, ecco tornare sugli schermi gli "zombie" che al cinema sono stati fautori di paura e grossi mal di testa (i secondi dovuti al sobbalzare della telecamera). Questo episodio è ambientato esattamente a 15 minuti di distanza dalla fine del precedente. Come è facile intuire, quindi, vedremo le versioni "zombificate" di quasi tutti i protagonisti del primo film e verranno date tutte le dovute spiegazioni riguardo l'infezione. Tutto ruota praticamente intorno a questo argomento, ovvero riguardo al "perché" sia successo tutto quello che abbiamo visto nel primo film. Non mancano i classici colpi di scena imposti dal genere cinematografico, comprese alcune scelte stilistiche che risultano interessanti. È come se ci fosse un crescendo (per certi versi al contrario) nelle inquadrature e nella qualità delle immagini, che partono nitide, ben inquadrate e pervase di tecnologia per poi finire così come tutto era iniziato, con la qualità di una telecamera amatoriale. È come se questo graduale passaggio fosse legato al crescere della tensione e del senso opprimente di paura legato alla pellicola, il che lo rende un valore aggiunto (nonostante più si vada avanti più si balla e aumentano i mal di testa). Personalmente non preferisco i film in cui le inquadrature vengono realizzate in maniera "documentaristica amatoriale", in quanto le immagini finiscono per essere confusionarie e difficilmente si riesce a seguire la trama del film mentre si cerca di mettere a fuoco quello che si vede. È sicuramente un modo che si è dimostrato vincente in più occasioni nel cinema horror (basti pensare al successo di The Blair Witch Project, 10 anni prima), in quanto fa sentire lo spettatore più partecipe: vedendo un'immagine scomposta, con inquadrature e soggetti molto simili a quelli che vediamo ogni giorno, è facile immedesimarsi nei protagonisti ed immaginare noi stessi all'interno dell'intera vicenda.
L'ultimo film in stile "documentaristico amatoriale" che ho visto prima di Rec 2 è stato Il mistero di Lovecraft. Si tratta di una produzione completamente italiana ed è relativo ad un documento rinvenuto in Italia relativo ad un presunto soggiorno del famoso scrittore americano H. P. Lovecraft. Nonostante lo stile "documentaristico", però, in questo caso le inquadrature diventano confuse quando è giusto che lo siano e non finiamo per guardare un film che sembra girato sulle giostre. Vi consiglio vivamente di cercarlo e di guardarlo, rimarrete colpiti sicuramente.
Ritornando al film in esame, per tirarne un po' le conclusioni, c'è da dire che sono state introdotte delle migliorie a livello di storia e sceneggiatura rispetto al primo episodio (probabilmente dovute al suo successo), che rendono il prodotto più apprezzabile. È interessante seguire lo sviluppo della storia per capire cosa sia accaduto (nel primo episodio sembrava di assistere ad una carneficina senza né capo né coda). Mi è piaciuta anche l'idea delle telecamere sempre più economiche che vengono utilizzate, come a simboleggiare l'ascesa verso una paura primordiale, qualcosa che sarebbe stato difficile esprimere in altro modo. La storia, purtroppo, lascia un po' a desiderare. Le motivazioni, i comportamenti e i caratteri dei personaggi sono molto blandi, non c'è un vero e proprio protagonista (come accade spesso in questo genere di film, sempre con lo scopo di far immedesimare di più lo spettatore) e quei pochi che arrivano fino alla fine sono caratterizzati in maniera abbastanza sommaria. Non mi soffermo molto sugli attori per due motivi: il primo è che la maggior parte di loro non sono molto conosciuti, il secondo è che le loro facce si vedono sì e no per mezzo secondo ad ogni inquadratura. È difficile capire se stiano recitando bene o male o se non stiano recitando affatto. In conclusione, a mio avviso, è un film horror decente, per chi apprezza il genere. Non ci sono scene splatter o di estrema violenza, i toni in questo senso sono tenuti abbastanza bassi (personalmente la trovo una cosa positiva), la paura vera e propria viene trasmessa dalla situazione e dal susseguirsi degli avvenimenti. Sicuramente si poteva lavorare un po' di più sulla parte finale del film, che arriva in maniera molto  improvvisa e brutale, molto d'impatto ma finisce subito. Le porte sono rimaste aperte per una possibile terza parte della serie, in cui spero di sobbalzare di meno.